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Panama valuta una mineraria statale per riaprire Cobre Panama

Panama sta studiando la creazione di una società mineraria statale che potrebbe affiancare First Quantum Minerals e offrire una struttura legale per riaprire Cobre Panama, miniera di rame chiusa dal 2023 dopo una decisione costituzionale.

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Panama sta valutando la creazione di una società mineraria statale come possibile via per riaprire Cobre Panama, la grande miniera di rame gestita dalla canadese First Quantum Minerals prima della chiusura nel 2023. L'idea collocherebbe lo Stato al centro di qualsiasi nuova struttura per l'asset, il cui precedente contratto è stato dichiarato incostituzionale.

La proposta in discussione consentirebbe a un ente pubblico di associarsi a First Quantum o di mantenere la concessione mentre la società partecipa secondo termini rivisti. Una struttura allo studio lascerebbe a First Quantum una quota operativa di maggioranza e a Panama una partecipazione minoritaria significativa; un'altra manterrebbe lo Stato come titolare della concessione mentre la società pagherebbe royalties e imposte attraverso un accordo simile a un leasing.

Il disegno è rilevante perché Panama ha approvato un divieto di nuove concessioni minerarie dopo il conflitto politico e sociale che ha circondato Cobre Panama. Un veicolo statale potrebbe offrire al governo un modo per rispettare quel quadro e, allo stesso tempo, riaprire una miniera diventata importante per l'economia nazionale e per l'offerta globale di rame.

La miniera è chiusa da quando la Corte suprema di Panama ha dichiarato incostituzionale il contratto della società nel 2023, dopo grandi proteste per preoccupazioni ambientali, fiscali e di governance. Da allora il governo ha autorizzato passaggi limitati relativi al concentrato di rame stoccato, a una centrale elettrica nel sito e a un audit ambientale, ma non ha approvato una piena ripresa delle operazioni minerarie.

Per First Quantum, i colloqui sono centrali per il futuro di uno dei suoi asset più importanti. La società ha sospeso una richiesta arbitrale multimiliardaria mentre proseguono i negoziati, lasciando l'esito dipendente dall'approvazione politica, dal disegno legale, dall'accettazione pubblica e dalla decisione finale del governo sulla possibilità di giustificare una riapertura a nuove condizioni.