Argentina e Cile hanno tenuto nuovi colloqui il 27 agosto nell’ambito del Trattato di integrazione e complementarità mineraria del 1997, rilanciato a luglio dopo decenni di attuazione limitata. I governi cercano regole per coordinare infrastrutture e risorse attraverso le Ande.
La riunione bilaterale ha approvato protocolli operativi per Vicuña, NexoAndino e Filo Sur, i cui sistemi minerari attraversano la provincia argentina di San Juan e la regione cilena di Atacama. Il lavoro amministrativo avanza, ma i dettagli tecnici non sono stati divulgati.
Il ministro cileno delle Miniere Daniel Mas stima che il quadro possa sbloccare oltre 20,7 miliardi di dollari di investimenti e aggiungere 540.000 tonnellate alla produzione annua di rame. Sono cifre potenziali, non capitale già impegnato o produzione in costruzione.
La logica economica è la condivisione delle infrastrutture. I depositi argentini vicini al confine potrebbero ottenere percorsi più brevi verso i porti del Pacifico e servizi, energia, acqua o logistica cileni, mentre i fornitori del Cile guadagnerebbero domanda dalle miniere argentine.
I progetti hanno piani diversi. Vicuña di Lundin Mining e BHP intende usare acqua desalinizzata del Pacifico, senza confermare strutture cilene. Los Azules di McEwen Copper non prevede dissalazione o esportazioni via Cile, pur restando interessato ai colloqui.
Anche El Pachón di Glencore è fra i possibili beneficiari, mentre BHP non ha chiarito l’uso dell’infrastruttura esistente. Il trattato crea quindi condizioni favorevoli, senza imporre a ogni miniera un’unica soluzione logistica o idrica.
La spinta è aumentata con Javier Milei e José Antonio Kast, ma non esiste un calendario fisso. Allineamento normativo, permessi, fiscalità, procedure di frontiera e accordi commerciali devono ancora diventare decisioni specifiche per ciascun progetto.
L’Argentina non produce rame dalla chiusura di Alumbrera nel 2018, ma la sua pipeline potrebbe collocarla fra i primi dieci produttori entro il 2030. Il risultato dipende da finanza, costruzione, acqua, energia, prezzi ed esecuzione: il trattato riduce gli ostacoli, ma da solo non apre una miniera.