Grupo México ha registrato 2,20 miliardi di dollari di utile netto nel secondo trimestre, quasi il 79% in più su base annua e ben oltre gli 1,66 miliardi attesi. I ricavi sono saliti del 35% a 5,71 miliardi, poco sopra il consenso di 5,65 miliardi, grazie più ai prezzi che ai volumi.
Il rame è stato il motore. Il prezzo realizzato è aumentato del 30,5% a 6,16 dollari per libbra e le vendite minerarie del 41,3%. Il movimento ha più che compensato il calo del 3,7% della produzione trimestrale a 257.537 tonnellate.
La riduzione è venuta dal Perù e da Asarco negli Stati Uniti, parzialmente compensata dal Messico. Il contrasto conta: il trimestre migliora la cassa, ma non dimostra da solo un'espansione della capacità mineraria del gruppo.
Grupo México ha mantenuto la previsione 2026 a 1,034 milioni di tonnellate. Raggiungerla richiede esecuzione più forte nel secondo semestre, soprattutto negli asset in calo. Gli utili restano anche esposti alla durata del prezzo che oggi sostiene i margini.
La società dirige capitale al progetto Tía María in Perù. Ha raccolto 1,25 miliardi di dollari con obbligazioni senior non garantite a dieci anni per lo sviluppo. Il progetto era completo al 42% e punta ad avviare l'attività nel secondo semestre 2026.
I piani includono i trasporti. Grupo México valuta una partecipazione ferroviaria in Brasile e attende una gara argentina per il trasporto merci. Considererebbe l'opportunità solo con pieno controllo di infrastruttura e gestione, escludendo un ruolo minoritario o frammentato.
La strategia riflette la combinazione di miniere, trasporti e infrastrutture del gruppo controllato da Germán Larrea. La cassa del rame finanzia progetti e acquisizioni, ma lega i rischi: ritardi, mancata produzione e calo del metallo ridurrebbero insieme il margine finanziario.
I prossimi test sono misurabili: portare Tía María dal 42% all'avvio, produrre 1,034 milioni di tonnellate e decidere se le ferrovie in Brasile e Argentina soddisfano il controllo. Fino ad allora, il +79% degli utili è soprattutto un risultato di prezzo che finanzia l'espansione.