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Il petrolio sale nella settimana fra rischio di blocco e scorte in aumento

Brent e WTI si avviavano a guadagni settimanali del 3,4% e 4% dopo la minaccia statunitense di un blocco indefinito dell’Iran, frenati da domanda più debole e scorte USA in forte aumento.

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I futures sul petrolio erano contrastati venerdì ma diretti verso una settimana positiva dopo la minaccia statunitense di mantenere indefinitamente il blocco navale dell’Iran. Il Brent perdeva 12 centesimi, o lo 0,1%, a 86,95 dollari, mentre il West Texas Intermediate guadagnava 13 centesimi, o lo 0,2%, a 81,38 dollari. Nella settimana salivano di circa il 3,4% e 4%.

Il nuovo premio di rischio ha seguito lo stallo dei colloqui sul cessate il fuoco. Washington ha dichiarato giovedì di poter mantenere il blocco e intensificare la pressione economica su Teheran; il segretario al Tesoro Scott Bessent ha indicato altre misure per la settimana successiva. La posizione riduce le speranze di normalizzazione rapida dei flussi da Hormuz, senza definire nuovi volumi già sottratti al mercato.

Il traffico fisico ha dato un avvertimento più immediato. I movimenti attraverso Hormuz sono scesi sotto la media mensile mentre Stati Uniti e Iran rivendicavano il controllo del canale. Prima degli attacchi americano-israeliani all’Iran a fine febbraio, lo stretto gestiva circa un quinto delle forniture mondiali giornaliere di petrolio e gas naturale liquefatto.

Le preoccupazioni sono aumentate dopo l’attacco di giovedì a due navi della compagnia statale Abu Dhabi National Oil Company durante il transito. Gli Emirati Arabi Uniti hanno definito gli incidenti attacchi iraniani. L’attribuzione è una posizione governativa, non una conclusione indipendente, ma i danni a navi commerciali rendono più concreto il rischio per la capacità disponibile.

L’ansia sull’offerta è compensata da fondamentali più deboli. Le previsioni OPEC indicano una crescita della domanda inferiore, mentre le scorte statunitensi hanno registrato il maggiore aumento settimanale in oltre tre anni e mezzo. I barili in deposito non risolvono una lunga interruzione in uno stretto globale, ma offrono un cuscinetto e riducono l’urgenza delle raffinerie.

Anche i rapporti dell’Agenzia internazionale dell’energia e della Energy Information Administration hanno mostrato scorte migliori del previsto. Il mercato valuta quindi due forze opposte: una rotta la cui affidabilità politica e fisica è peggiorata, e domanda e riserve capaci di assorbire parte della perdita senza richiedere una crescita continua dei prezzi.

La differenza fra il guadagno settimanale e gli scambi quasi piatti di venerdì cattura l’equilibrio. La minaccia di blocco ha aumentato la probabilità di un vincolo prolungato, ma i nuovi dati hanno impedito al premio di espandersi senza limiti. Né il caso geopolitico rialzista né quello fondamentale ribassista ha eliminato l’altro.

I prossimi test saranno nuove misure di Washington, ulteriore calo del traffico, effetto delle navi ADNOC danneggiate sulle rotte e prosecuzione dell’aumento delle scorte USA. I guadagni settimanali mostrano una maggiore valutazione del rischio di interruzione; non stabiliscono la durata del blocco né garantiscono il mantenimento dei rialzi.