Il commercio internazionale è centrale per il Canada perché l’accesso ai clienti esteri permette alle imprese di un mercato interno relativamente piccolo di ampliare produzione e occupazione. Le importazioni aumentano inoltre la gamma di beni e servizi disponibili a imprese e famiglie.
Il commercio aperto può contenere i prezzi consentendo la specializzazione, fornendo prodotti che il Canada non realizza e aumentando la concorrenza sui fornitori nazionali. Questi benefici sono cresciuti durante decenni di riduzione delle barriere e maggiore integrazione produttiva transfrontaliera.
L’ambiente sta cambiando. Dazi e altre restrizioni modificano il luogo in cui beni e servizi sono prodotti, obbligando imprese e lavoratori canadesi ad adattare catene, mercati e investimenti invece di considerare permanenti gli schemi consolidati.
L’ascesa della Cina è una forza strutturale del cambiamento. Rappresenta circa un terzo della manifattura mondiale e compete in prodotti complessi come aerei e veicoli elettrici, mentre la quota delle economie avanzate, Canada compreso, è diminuita.
Gli Stati Uniti hanno usato i dazi per incoraggiare la produzione interna. Le importazioni dalla Cina sono calate fortemente dopo le misure ampie del 2018, e tariffe statunitensi più estese stanno portando l’aggiustamento oltre il rapporto bilaterale con Pechino.
Il Canada ha affrontato dazi inferiori a molti paesi, dando ad alcuni esportatori un vantaggio relativo negli USA e l’opportunità di sostituire concorrenti internazionali. Il vantaggio è diseguale: le tariffe danneggiano ancora molte imprese e pesano su investimenti e attività.
L’incertezza sul futuro del rapporto Canada-USA è un costo, anche dove i settori commerciali hanno retto meglio del temuto. Le imprese devono decidere se deviare esportazioni, riorganizzare la produzione o rinviare spese senza sapere quanto dureranno le regole.
La Banca del Canada non può invertire i cambiamenti strutturali del commercio mondiale con la politica monetaria. Il suo contributo dichiarato è più limitato ma importante: mantenere l’inflazione bassa, stabile e prevedibile durante l’adattamento a un sistema meno efficiente e più frammentato.