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L’oro scende mentre dollaro e attese sui tassi superano la domanda rifugio

L’oro spot perde lo 0,6% a 4.349,94 dollari con il dollaro più forte e una probabilità dell’88% di un rialzo dei tassi USA a dicembre.

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L’oro spot è sceso lunedì dello 0,6% a 4.349,94 dollari l’oncia dopo aver perso oltre l’1% fino al minimo intraday di 4.322,19. I future statunitensi hanno chiuso in calo dello 0,9% a 4.383,90 dollari, confermando una chiusura debole e non solo un movimento temporaneo.

Il dollaro si è rafforzato contro sei valute principali, estendendo il guadagno seguito al rialzo dei tassi della Federal Reserve nella settimana precedente. Un dollaro più forte aumenta il costo effettivo dell’oro per chi usa altre monete, creando pressione anche con rischio geopolitico elevato.

Gli operatori attribuivano l’88% di probabilità a un altro rialzo dei tassi USA a dicembre. Il dato rifletteva i prezzi di mercato e non una decisione già presa, ma aumentava il costo opportunità dell’oro perché gli attivi remunerati diventano più attraenti con tassi maggiori.

Il metallo si trovava circa il 17% sotto il massimo intraday del 27 febbraio. La distanza mostra come l’interazione tra inflazione, stretta monetaria e dollaro possa prevalere sulla tradizionale narrativa di bene rifugio anche durante un conflitto.

La guerra di Stati Uniti e Israele con l’Iran aveva aumentato i costi energetici e i timori inflazionistici, rafforzando le posizioni restrittive delle grandi banche centrali. Intanto il calo del petrolio lunedì ha alimentato speranze diplomatiche e ridotto parte della domanda difensiva immediata.

Il presidente della Federal Reserve di Minneapolis, Neel Kashkari, ha detto che l’inflazione era troppo alta in tutti i settori dell’economia statunitense, non solo nel petrolio. La valutazione rafforza l’argomento della stretta, ma una dichiarazione non determina il prossimo voto del comitato.

Gli altri metalli preziosi hanno avuto risultati misti. L’argento spot ha perso lo 0,4% a 65,99 dollari l’oncia, il platino ha guadagnato lo 0,3% a 1.805,83 e il palladio lo 0,4% a 1.307,33, escludendo un arretramento uniforme del comparto.

La prossima direzione dell’oro dipende da dollaro, inflazione effettiva, decisioni monetarie e Medio Oriente. La probabilità dell’88% e i prezzi del giorno sono segnali correnti; non equivalgono a un rialzo garantito né a un valore fisso di lungo periodo del metallo.