Brent verso -16% settimanale, peggior calo dalla pandemia e in dollari dal 1988; WTI -13%. Venerdì Brent +0,3% a 98,60 dollari e WTI +0,5% a 91.
Il voto USA ha alimentato speranze di distensione con l’Iran e più export. Il petrolio ha perso l’8% mercoledì, ma l’inferenza non è tregua.
I premi mediorientali tornano al pre-conflitto e il bilancio va verso surplus. La vendita tech ha ridotto anche il rischio finanziario.
Il surplus varia per qualità e luogo. Viaggi lunghi e trasferimenti presso Hormuz mantengono noli, assicurazione e vincoli di raffineria.
Attacchi alle petroliere quasi record sostengono i prezzi; tre navi ulteriori segnalate aumentano ritardi, deviazioni e assicurazioni.
La distensione riduce il premio guerra, il transito insicuro conserva quello logistico. Brent a 98 dollari non significa normalità.
Il rollover dopo la scadenza di dicembre cambia alcuni calcoli settimanali. Resta un’inversione eccezionale con piccolo recupero.
Un calo durevole richiede accordo, Hormuz sicuro, noli normali, export e surplus utilizzabile. Attacchi o fallimento diplomatico stringono il mercato.