Il 25 agosto le azioni Advanced Micro Devices sono salite del 4,9% chiudendo a 479,18 dollari dopo che Raymond James ha elevato il giudizio da Outperform a Strong Buy. La banca d’investimento ha alzato il prezzo obiettivo da 565 a 641 dollari.
L’analista Simon Leopold sostiene che le unità centrali siano sottovalutate nell’infrastruttura di intelligenza artificiale. Gli acceleratori eseguono i calcoli più pesanti, ma le CPU coordinano i chip e gestiscono dati, database, ambienti isolati e strumenti software.
Questo ruolo diventa più importante con l’IA agentica, dove sistemi autonomi eseguono flussi persistenti a più fasi. La domanda dipende non solo dalle dimensioni del modello o dai token, ma dal numero di agenti attivi, dalla durata e dai compiti simultanei.
Raymond James prevede che il mercato delle CPU server cresca a un tasso annuo composto del 44% fino a circa 201 miliardi di dollari nel 2030. La cifra include 33,5 miliardi tradizionali, 83 miliardi per ospitare acceleratori e 85 miliardi per carichi agentici.
La banca vede in AMD la combinazione più forte di impatto diretto sugli utili, posizione nei data center e guadagni di quota. I processori EPYC competono già con Intel nei server generici, offrendo un percorso installato verso i nuovi carichi di IA.
Lo scenario base da 201 miliardi è in linea generale con il quadro di lungo periodo di Nvidia e sotto la stima AMD di 220 miliardi. Un’adozione più rapida degli agenti potrebbe avvicinare il modello a tale cifra, ma l’esito maggiore resta condizionato.
La tesi rialzista non presume che la crescita dei carichi si traduca uno a uno in consegne di chip. Migliore utilizzo, software efficiente, silicio personalizzato e trasferimento dei compiti agli acceleratori possono assorbire parte della domanda.
Arm Holdings può beneficiare delle royalty server e dei chip personalizzati, mentre Intel resta esposta a perdite di quota anche se il mercato cresce. Il rialzo è un’opinione dell’analista, non una previsione aziendale, e dipende da esecuzione e adozione.