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Piccole imprese contestano i dazi USA sul lavoro forzato applicati a 60 partner

Un importatore di spezie e un rivenditore di orologi sostengono che dazi del 10% e 12,5% ai sensi della Sezione 301 siano troppo ampi e privi di accertamenti specifici.

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Burlap & Barrel e Collective Horology hanno chiesto alla Corte statunitense del commercio internazionale di annullare nuovi dazi del 10% e 12,5% sui beni di 60 partner. Le aliquote sono entrate in vigore alla scadenza di un dazio globale temporaneo del 10% e includono l’Unione europea.

L’amministrazione ha legato le misure all’insufficiente contrasto alle esportazioni prodotte con lavoro forzato. Le imprese non chiedono di giudicare gli abusi, ma sostengono che il meccanismo utilizzato per tassare le importazioni ecceda l’autorità presidenziale.

I dazi poggiano sulla Sezione 301 del Trade Act del 1974. Diversamente dalle norme di emergenza usate prima, la Sezione 301 ha una lunga storia, ma normalmente colpisce pratiche individuate in paesi o settori specifici dopo un’indagine definita.

Il ricorso sostiene che aliquote prefissate su quasi tutte le importazioni di un gruppo ampio richiedano conclusioni dettagliate per paese, qui assenti. La differenza è commerciale: una risposta globale trasforma uno strumento di difesa in un’imposta generale sulle importazioni.

Il caso segue due sconfitte dei programmi precedenti. A febbraio la Corte Suprema ha escluso che la legge sui poteri economici d’emergenza autorizzasse ampi dazi unilaterali; il tribunale commerciale ha respinto anche un dazio globale temporaneo fondato su un’altra norma. Il secondo giudizio è in appello.

Burlap & Barrel importa spezie e Collective Horology vende orologi in California. Il contenzioso costituzionale diventa costo operativo: pagare durante il processo, modificare prezzi o margini e preservare il diritto al rimborso in caso di annullamento.

Il ricorso chiede la dichiarazione d’illegalità, il blocco dell’applicazione e la tutela dei rimborsi. Casa Bianca e rappresentante commerciale non avevano risposto immediatamente, mentre Stati democratici valutavano un terzo ricorso.

La prossima fase stabilirà se la Sezione 301 possa sostenere un obiettivo sociale trasversale senza accertamenti mirati. Un’ingiunzione rapida cambierebbe subito i costi; una causa lunga lascerebbe le imprese a finanziare i dazi mentre i giudici delimitano difesa commerciale e tassazione presidenziale.