Il programma economico centrale del presidente José Antonio Kast è vicino a diventare legge dopo che il Congresso ha approvato quasi tutte le modifiche ancora pendenti del Senato. Il pacchetto ridurrebbe gradualmente dal 27% al 23% l’imposta sui redditi delle grandi imprese, esenterebbe dall’IVA le nuove abitazioni e cambierebbe le regole sui ritardi degli investimenti e sulla spesa pubblica. Resta irrisolta la compensazione ai comuni per le agevolazioni fiscali.
Il voto arriva in un contesto macroeconomico debole. L’economia cilena si è contratta dello 0,5% nel primo trimestre del 2026 dopo mesi di crescita limitata, mentre la disoccupazione ha raggiunto il 9,4% fra marzo e maggio, il massimo da giugno 2021. In carica da marzo, Kast presenta il taglio delle imposte e degli ostacoli amministrativi come strumenti per rilanciare investimenti privati, occupazione e consolidamento fiscale.
La riduzione dell’imposta societaria è il segnale più netto per gli investitori nazionali e internazionali. Un taglio di quattro punti cambierebbe direttamente i rendimenti netti dei grandi gruppi presenti in Cile, mentre l’esenzione IVA per le nuove case punta a ridurre i costi di transazione e stimolare l’edilizia. Un’altra norma consentirebbe alle imprese di chiedere un indennizzo quando controversie ambientali ritardano i progetti.
Il ministro delle Finanze Jorge Quiroz sostiene che la riforma renderà il sistema fiscale più competitivo e darà maggiore certezza agli investitori. La rilevanza aziendale supera l’aliquota nominale: le norme sui ritardi incidono sul costo del capitale, sui tempi e sulla finanziabilità di progetti minerari, energetici, infrastrutturali e immobiliari. Le disposizioni sulle università e i limiti alla spesa collegano inoltre l’agenda per gli investimenti all’eliminazione del deficit.
L’iter non è ancora concluso. Il Senato ha approvato il progetto modificando diversi articoli e imponendo un nuovo voto alla Camera. I deputati hanno accettato tutte le revisioni tranne il meccanismo per compensare i comuni che perderanno entrate a causa delle agevolazioni. Questo punto circoscritto deve essere risolto prima della promulgazione, lasciando le finanze locali come ultimo terreno negoziale.
Il rischio politico e giuridico rimane concreto. L’opposizione afferma che la riforma favorisca in modo sproporzionato grandi società e cittadini ad alto reddito e promette un ricorso alla Corte costituzionale. Il Fronte Ampio di sinistra la definisce un trasferimento fiscale ai più ricchi, mentre il governo la presenta come un programma per investimenti e lavoro. Un contenzioso potrebbe rallentare l’applicazione o eliminare singole misure dopo il voto finale.
Per le aziende che valutano il Cile, le prossime tappe decisive saranno l’accordo sulla compensazione municipale, la promulgazione e la risposta della Corte costituzionale a un eventuale ricorso. Il calendario attuativo stabilirà quando il passaggio dal 27% al 23% inciderà sugli utili e sui modelli d’investimento. Il valore dell’indennizzo per ritardi ambientali dipenderà inoltre da criteri di ammissibilità, prove richieste e autorità responsabile del pagamento.