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India e SACU avanzano verso la ripresa dei negoziati commerciali il 12 agosto

India e i cinque membri dell’Unione doganale dell’Africa australe dovrebbero firmare il mandato per negoziati preferenziali, riaprendo un processo fermo dal 2008.

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India e Unione doganale dell’Africa australe avanzano verso il riavvio formale dei negoziati per un accordo commerciale preferenziale. Un funzionario indiano ha detto che le parti potrebbero firmare il mandato il 12 agosto. Il documento autorizzerebbe e strutturerebbe i colloqui; non crea un accordo, non riduce dazi e non garantisce la conclusione.

La SACU riunisce Sudafrica, Botswana, Namibia, Eswatini e Lesotho in un quadro doganale comune. L’India negozierebbe con un blocco i cui membri differiscono molto per scala economica, esportazioni e interessi. Copertura dei prodotti, calendari tariffari, regole d’origine, salvaguardie e periodi di attuazione non sono stati pubblicati.

La distinzione tra mandato e patto concluso è importante perché c’è già stato un tentativo. India e SACU negoziarono nel 2008, ma il progetto si bloccò sulle divergenze di accesso ai mercati. Un nuovo mandato può riaprire il processo senza risolvere in anticipo le questioni che fermarono il primo negoziato.

L’ultimo segnale politico è seguito all’incontro tra il ministro indiano del Commercio e dell’Industria Piyush Goyal e il ministro sudafricano del Commercio, dell’Industria e della Concorrenza Parks Tau a margine di una riunione BRICS. Goyal ha citato il processo India–SACU e la cooperazione in minerali critici, farmaceutica e manifattura.

Il Sudafrica è il maggiore partner indiano nella SACU, ma il commercio è sceso del 13,55% a 15,56 miliardi di dollari nel 2025–26, da 18 miliardi. L’India ha esportato 7 miliardi e importato 8,56 miliardi, con deficit di 1,55 miliardi. Vende veicoli, farmaci, ingegneria, calzature, chimica, tessili e riso, e compra oro, carbone, rame, acido fosforico e manganese.

Il Botswana è un corridoio minore ma crescente. Gli scambi sono saliti del 21,26% a 614 milioni di dollari: 167,53 milioni di export indiano e 446,47 milioni di import, con deficit di 278,94 milioni. I diamanti grezzi dominano le vendite del Botswana, mentre l’India fornisce farmaci, macchinari, apparecchiature elettriche, ferro e acciaio.

Il commercio con la Namibia è cresciuto del 4,32% a 593 milioni di dollari, inclusi 349 milioni di export indiano e 244 milioni di import, con surplus indiano di 105,24 milioni. Uranio, diamanti, rame e fosfati alimentano interessi minerari, mentre tecnologia, farmaceutica, rinnovabili e piccole imprese ampliano l’agenda.

Il test immediato è la firma effettiva del mandato e un ambito praticabile. Poi i negoziatori dovranno colmare le divergenze di accesso e produrre liste di prodotti prima delle approvazioni. Fino ad allora, il 12 agosto è una tappa procedurale, non un nuovo regime tariffario; i dati mostrano potenziale, non una ripartizione concordata dei benefici.