Beumer Group ha chiesto al Tribunale dell’Unione europea di annullare il rifiuto della Commissione di esaminare l’acquisto, per 300 milioni di euro, dell’attività logistica aeroportuale Siemens da parte di Vanderlande. Il ricorso riguarda la giurisdizione su un’operazione eseguita da oltre un anno.
Siemens aveva annunciato la vendita due anni prima a Vanderlande, produttore olandese di nastri bagagli e sistemi di smistamento controllato da Toyota Industries. La rivale tedesca Beumer ha sollevato dubbi in un mercato che unisce hardware specializzato, software e lunghi rapporti di servizio.
Vanderlande ha chiesto l’autorizzazione in Portogallo e Spagna nel marzo 2026. Le autorità, con l’Italia, hanno domandato alla Commissione di assumere l’esame, ponendo al centro l’efficacia del regolatore.
La Commissione ha respinto i rinvii a maggio. Ha ritenuto inappropriata una revisione UE perché l’operazione era completata da oltre un anno e ha invitato Portogallo e Spagna a continuare le analisi nazionali.
Beumer sostiene che la Commissione non possa rifiutare quando le autorità nazionali non sono ben posizionate per controllare efficacemente la concentrazione. L’argomento pratico centrale è che non hanno il potere di disfare l’acquisizione.
Il ricorso supera quindi gli effetti concorrenziali della singola operazione. Verifica se tempo ed esecuzione giustifichino il rifiuto di un rinvio richiesto da più agenzie e se la capacità di imporre rimedi debba determinare la giurisdizione.
La Commissione difenderà la decisione. Il tribunale non ha giudicato le accuse di Beumer, incluso l’uso di criteri giuridicamente irrilevanti. I procedimenti del Tribunale di Lussemburgo richiedono spesso anni.
Nel frattempo Vanderlande conserva l’attività e le verifiche nazionali possono proseguire. Il prossimo passo sarà l’interpretazione degli obblighi di rinvio: l’annullamento riaprirebbe il controllo UE; il rigetto lascerebbe l’esame frammentato tra autorità nazionali.