Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha detto che il governo ha attivato il meccanismo della legge di reciprocità economica contro i dazi statunitensi. Ha presentato la decisione come dimostrazione che il Brasile esige rispetto nelle relazioni commerciali e difenderà la propria posizione nel confronto.
A luglio il presidente USA Donald Trump ha imposto dazi su centinaia di esportazioni brasiliane, fino al 37,5% per alcuni prodotti. Washington denuncia pratiche commerciali sleali; Lula respinge l’accusa e considera le misure politicamente motivate prima delle elezioni di ottobre.
L’attivazione della procedura di reciprocità non impone automaticamente controdazi o altre restrizioni. Avvia un percorso giuridico e amministrativo per valutare una risposta proporzionata, lasciando irrisolti scala, strumenti, beni coinvolti e tempi.
Il ministero degli Esteri brasiliano ha chiesto consultazioni diplomatiche agli omologhi americani, inserendo il passo nella preferenza di Lula per dialogo e negoziato. La richiesta consente di cercare concessioni prima di contromisure, ma non garantisce accordo né sospende i dazi vigenti.
La disputa commerciale si intreccia con la campagna elettorale. Lula cerca la rielezione contro il senatore Flávio Bolsonaro, alleato di Trump che incontrò a Washington funzionari americani, incluso il presidente, settimane prima della proposta dei dazi più alti.
La frizione diplomatica ha già superato la politica doganale. Il Dipartimento di Stato ha revocato il visto all’ambasciatrice brasiliana a Washington dopo il rifiuto del Brasile a due diplomatici USA che volevano visitare prima del voto di ottobre. L’ambasciatrice non è stata espulsa.
Un altro scontro riguarda il candidato di Washington ad ambasciatore a Brasilia. Gli USA accusano il Brasile di ritardare l’approvazione; Brasilia sostiene che servisse consenso preventivo prima dell’invio al Congresso. Funzionari americani indicano una possibile espulsione in caso di escalation.
Lula ha detto di non volere uno scontro con gli Stati Uniti e che Trump lo ha trattato bene, ma ha avvertito i governi stranieri contro interferenze elettorali. Per le imprese resta l’incertezza: i dazi USA continuano, il Brasile non ha ordinato ritorsioni e le consultazioni decideranno il seguito.