Gli Stati Uniti dovrebbero annunciare un dazio del 25% su oltre 4.000 prodotti brasiliani, con effetto a partire dalla prossima settimana, secondo fonti vicine alla questione. La misura, che copre settori chiave dell'esportazione come agricoltura, acciaio, automobili e alimenti trasformati, fa parte di una più ampia offensiva commerciale dell'amministrazione Trump.
Parallelamente, Washington apre un'indagine separata su presunte pratiche di lavoro forzato nelle catene di approvvigionamento agricole e minerarie del Brasile. Se confermata, questa indagine potrebbe comportare un'ulteriore tassa del 12,5% sui prodotti interessati, aggravando l'impatto del dazio di base.
L'iniziativa arriva dopo il fallimento di mesi di negoziati bilaterali per raggiungere un compromesso. Funzionari brasiliani avevano proposto un accordo settoriale che limiterebbe l'accesso degli Stati Uniti a determinati mercati, ma la Casa Bianca ha respinto la proposta, citando persistenti squilibri commerciali e quelle che ha definito "pratiche non di mercato" in Brasile.
Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha convocato una riunione d'emergenza del suo gabinetto economico per discutere le opzioni di ritorsione. Tra le misure prese in considerazione figurano un ricorso all'Organizzazione mondiale del commercio e l'imposizione di dazi reciproci sui prodotti agricoli e industriali statunitensi, in particolare soia, etanolo e aerei.
Tuttavia, il Brasile lascia anche aperta la porta al dialogo diretto. Il ministro degli Esteri Mauro Vieira ha segnalato che Brasilia è disposta a riprendere i colloqui a livello ministeriale, a condizione che Washington accetti una riduzione graduale dei dazi entro sei mesi.
I dazi arrivano in un momento delicato per l'economia brasiliana, che stava mostrando segni di ripresa dopo una serie di tagli ai tassi di interesse. Gli esportatori si preparano a un impatto immediato sulla competitività, in particolare nei settori della carne bovina, del pollame e dello zucchero, che insieme rappresentano quasi un terzo delle esportazioni brasiliane verso gli Stati Uniti.
Gli analisti avvertono che l'escalation potrebbe sconvolgere le dinamiche commerciali regionali e mettere a dura prova le relazioni generali tra Stati Uniti e America Latina. Il Brasile è la più grande economia del Sudamerica e un partner chiave in settori che vanno dalla transizione energetica alla sicurezza alimentare.
I prossimi passi dipendono dalla risposta del governo brasiliano e dalla disponibilità di Washington a negoziare. Entrambe le parti subiscono pressioni politiche interne — Trump è in campagna elettorale per le elezioni di mid‑term, mentre Lula deve bilanciare le esigenze dell'agroindustria e dei sindacati. Le prossime settimane riveleranno se la disputa può essere contenuta per via diplomatica o se degenererà in una guerra commerciale su vasta scala.