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Oracle amplia la strategia dei chip IA mentre espande l’accordo con Nvidia

Oracle prevede sistemi Nvidia Vera Rubin su scala multi-gigawatt e aggiunge TPU Google e soluzioni di inferenza Cerebras e SambaNova, senza rivelare valore, finanziamento o calendario.

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Oracle amplia l’accordo sull’infrastruttura di intelligenza artificiale con Nvidia a una scala definita multi-gigawatt, centrata sui server della futura piattaforma Vera Rubin. Oracle Cloud Infrastructure aggiungerà anche TPU di Google e sistemi di inferenza Cerebras e SambaNova: più Nvidia dentro una strategia multifornitore, non esclusiva.

Il gigawatt misura capacità elettrica pianificata, non prezzo, ricavo riconosciuto o installazione completata. Jensen Huang ha collegato un gigawatt di sistemi Nvidia a fino a 40 miliardi di dollari potenziali. Moltiplicare quel riferimento per una quantità ignota non valuta l’accordo: mancano configurazione, consegna, prezzo e finanziamento.

Nvidia resta centrale. Vera Rubin è la prossima architettura per addestramento e inferenza su larga scala e Oracle prevede server dedicati. Ma sostituirà alcuni componenti di rete Nvidia con Acceleron, tecnologia propria, segnalando il desiderio di controllare il percorso dei dati e non acquistare ogni livello in un pacchetto.

L’inclusione di Google è rilevante perché Oracle offrirà per la prima volta unità di elaborazione tensoriale. Questi acceleratori alternativi sono già usati nei servizi IA di Google. Nel cloud Oracle consentirebbero scelta per modello, software, prestazioni e costo senza trasferire l’intera applicazione.

Cerebras e SambaNova puntano a un altro segmento. Nvidia domina l’addestramento con dati e cluster enormi, ma l’inferenza ripetuta per utenti reali è più aperta a progetti specializzati. Oracle offrirà entrambi; Cerebras accederà a grandi clienti tramite centri dati gestiti da altri.

Un catalogo diverso riduce la dipendenza e aiuta ad assegnare chip scarsi, ma aumenta l’integrazione. Servono software compatibile, rete prevedibile, sicurezza, assistenza e prezzi coerenti. Un acceleratore forte nei test deve provare utilizzo ed economia nel cluster completo.

Il finanziamento resta ignoto. Valore e pagamenti non sono pubblici e i grandi clienti finanziano sempre più chip e siti dedicati. Oracle mantiene spese 2027 tra 90 e 95 miliardi di dollari senza dividere fornitori o capacità sostenuta dai clienti.

L’esecuzione si misurerà con contratti, consegne, capacità attiva, software e rendimenti. Oracle vuole crescere con il leader senza fargli definire tutta la piattaforma. L’annuncio non dimostra ancora gigawatt installati, valore quantificato o domanda redditizia per ogni architettura.