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Silver Lake valuta il delisting di Workday dopo mesi di colloqui

La possibile operazione potrebbe essere tra le maggiori acquisizioni software, ma non sono stati annunciati accordo, prezzo o finanziamento e i colloqui potrebbero ancora interrompersi.

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Silver Lake discute una possibile acquisizione di Workday che porterebbe fuori Borsa il fornitore di software per risorse umane e gestione finanziaria. I colloqui durano da mesi, ma il processo resta preliminare: non è stato comunicato un accordo definitivo e non vi è certezza di conclusione.

La notizia ha prodotto un’immediata rivalutazione. Le azioni Workday sono salite quasi del 18% e hanno chiuso giovedì a 206,45 dollari, portando la capitalizzazione da circa 43 miliardi prima della notizia a 51,1 miliardi. La reazione riflette l’attesa di un premio, non un prezzo concordato.

Il finanziamento sarebbe un vincolo centrale, perché un’acquisizione vicina o superiore al nuovo valore richiederebbe una massa eccezionale di capitale e debito. Silver Lake potrebbe coinvolgere altri investitori, struttura già usata in grandi operazioni tecnologiche. Composizione, leva e impegni di un consorzio non sono annunciati.

Workday fu fondata nel 2005 dagli ex dirigenti PeopleSoft Aneel Bhusri e David Duffield e quotata nel 2012. La piattaforma cloud copre risorse umane, paghe, finanza, spese e pianificazione e serve oltre 11.500 clienti, integrandosi in funzioni costose da sostituire.

Nell’esercizio 2025 la società ha generato 9,6 miliardi di dollari di ricavi, in aumento del 13%, e 2,9 miliardi di cassa operativa, più 19%. La crescita dei ricavi è però rallentata dal 16% dell’anno precedente, unendo cassa ricorrente e decelerazione da valutare su più anni.

Prima della pubblicità dei colloqui, il titolo aveva perso circa il 15% nel 2026 e oltre il 40% dal massimo del 2024. Gli investitori temono che l’IA comprima i prezzi del software tradizionale, riduca le licenze o consenta ai clienti di sviluppare più applicazioni internamente.

Un buyout di tale portata verificherebbe la tesi opposta: sistemi profondamente installati mantengono alti costi di migrazione e possono usare dati aziendali per aggiungere automazione IA. I recenti delisting software erano molto minori, quindi Workday potrebbe influenzare le valutazioni senza provare che ogni operatore sia protetto.

Mancano ancora le condizioni decisive. Prezzo, premio, capacità di debito, coinvestitori, governance, esame regolatorio e approvazione del consiglio Workday restano irrisolti, e nessuna società ha confermato pubblicamente un’operazione. Fino alla documentazione, sono trattative in corso, non un’acquisizione annunciata.