Le azioni australiane hanno iniziato agosto sopra quota 9.000 dopo che l’allentamento dei timori sull’Iran ha favorito un ritorno misurato al rischio. L’S&P/ASX 200 è salito dello 0,5% a 9.019,30 punti, proseguendo il miglior guadagno mensile degli ultimi cinque mesi registrato a luglio.
Il catalizzatore geopolitico è stato il segnale che Iran e altri paesi mediorientali avevano chiesto tempo per completare un accordo sulla riapertura immediata e totale dello Stretto di Hormuz. Il mercato ha giudicato positiva la prospettiva per commercio ed energia, ma resta in attesa di prove sulla tenuta del cessate il fuoco.
I finanziari hanno guadagnato lo 0,4%, con tre delle quattro maggiori banche in rialzo tra 0,2% e 0,8%. Il movimento riflette un miglioramento del clima, non una svolta improvvisa dei fondamentali. Gli istituti restano esposti a petrolio, rinvio dell’allentamento monetario e condizioni di credito.
Le aspettative sui tassi sono rimaste contenute. Il mercato attribuisce probabilità quasi nulla a un rialzo del 4,35% da parte della Reserve Bank of Australia nella prossima riunione e poche chance a una mossa in settembre. Uno shock inflazionistico o energetico potrebbe quindi cambiare rapidamente le valutazioni bancarie.
Sanità e beni di consumo di base sono saliti di circa l’1%, combinando rischio selettivo e utili difensivi. 4DMedical ha guidato la sanità e Treasury Wine Estates i consumi. I produttori d’oro hanno aggiunto lo 0,7% grazie al metallo, rafforzando il carattere misto della seduta.
L’energia è stata il contrappeso principale. Il settore ha perso l’1,2%, peggior seduta in una settimana, con il petrolio in calo sulla possibile normalizzazione dello stretto. Woodside Energy ha ceduto l’1,4% e Santos l’1,9%: il fattore favorevole all’indice ha ridotto il premio di rischio dei produttori.
Il segnale regionale ha raggiunto la Nuova Zelanda, dove l’S&P/NZX 50 è salito dello 0,6% a 13.774,93 punti. Tuttavia, il rialzo australiano non basta a stabilire un regime duraturo di propensione al rischio; restano elevati la dispersione settoriale e i dubbi su tregua, navigazione e tassi.
L’attenzione passa ora dalla geopolitica alla stagione dei risultati di agosto. Utili, margini e guidance diranno se il rally di luglio e il superamento dei 9.000 punti hanno sostegno fondamentale. Fino ad allora, la seduta è una rivalutazione selettiva del rischio immediato, non la conferma di una nuova tendenza.