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L’investment banking spinge del 10% l’utile di Deutsche Bank nonostante i costi

L’utile netto attribuibile ha raggiunto 1,64 miliardi di euro: reddito fisso e consulenza hanno compensato spese in aumento dell’8% e l’uscita dal retail indiano.

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Deutsche Bank ha registrato nel secondo trimestre un aumento del 10% dell’utile netto attribuibile agli azionisti, a 1,64 miliardi di euro da 1,49 miliardi. Il dato ha superato gli 1,38 miliardi attesi e ha fatto aprire il titolo in rialzo del 4%, prolungando il risanamento guidato da Christian Sewing.

La banca d’investimento globale ha fornito la crescita decisiva. I ricavi della divisione sono saliti del 19%, ben oltre il 7,6% previsto, restando la maggiore fonte di entrate. Deutsche Bank ha beneficiato del trimestre vivace per trading, raccolta di capitale, offerte pubbliche e operazioni societarie.

I ricavi da reddito fisso e valute sono aumentati del 16%, contro il 5,1% atteso, superando la media delle cinque maggiori banche statunitensi. Origination e consulenza sono cresciute del 36%, il doppio delle previsioni, dopo il lavoro sull’IPO di SpaceX e sulla raccolta di Alphabet.

La crescita è stata più regolare altrove. Il retail ha aumentato i ricavi dell’8%, poco sopra le attese, e il corporate banking dell’1% contro un calo previsto. Le due unità hanno stabilizzato la base, senza replicare la leva operativa dell’investment banking.

La forza dei ricavi non ha eliminato la pressione dei costi. Le spese sono salite dell’8%, includendo quasi 100 milioni di euro per l’uscita dal retail in India. Il superamento delle stime è quindi dipeso da commissioni e trading capaci di assorbire una struttura di costi ancora crescente.

La direzione ha ribadito la strategia autonoma. Sewing ha indicato margine per superare gli obiettivi 2028, mentre il direttore finanziario Raja Akram ha escluso la necessità di acquisizioni. La linea si distingue dall’offensiva di UniCredit su Commerzbank ed evita rischio d’integrazione a breve.

I risultati coincidono con un persistente controllo giudiziario. I procuratori tedeschi avevano perquisito la sede di Francoforte per presunte frodi fiscali in Postbank tra 2008 e 2010, terza perquisizione nota nel 2026. Il management resta concentrato sull’esecuzione, ma le indagini rappresentano un rischio reputazionale e di governance.

La prossima prova sarà sostenere lo slancio senza la grande attività azionaria che ha accelerato i profitti dei rivali americani. Il potenziale al 2028 dipenderà dal contenimento dei costi, dalla tenuta dei mandati di consulenza e dalla soluzione delle esposizioni legali senza disturbare il business centrale.